"Requiem for a Dream" di Darren Aronofsky

"Requiem for a Dream" di Darren Aronofsky è un monito universale sulle dipendenze che vanno molto oltre la tossicodipendenza tradizionale. In un'era di dipendenze digitali, ossessioni da social media, consumismo compulsivo e perdita di connessione umana, l’opera di Aronofsky del 2000 è attualissima.

Il film demolisce l'illusione che le dipendenze siano solo legate alle sostanze stupefacenti. Mostra con spietata chiarezza come l'ossessione possa assumere forme diverse: la dipendenza da droghe dei giovani protagonisti, l'ossessione televisiva e dal sogno del successo della madre, la ricerca compulsiva di validazione sociale, il bisogno alienante di soddisfare desideri imposti dall'esterno

"Requiem for a Dream" rivela come i sogni possano trasformarsi in incubi quando diventano ossessioni. Storie incrociate in cui tutti cercano una via di fuga dalla propria mediocrità, ma i loro sogni si rivelano trappole mortali, specchi infranti di un'esistenza svuotata di significato

Questo non è un film che si guarda, ma un'esperienza che si attraversa. Un lungo respiro in cui appaiono la mercificazione dei desideri, l'illusione del successo facile, la solitudine nelle grandi metropoli e la frammentazione delle relazioni umane. Una frammentazione che Aronofsky costruisce con una narrazione visiva composta da tagli rapidi, prospettive distorte, sequenze ipnotiche ed una colonna sonora martellante (Clint Mansell).

Un viaggio nel buio più profondo dell'animo umano: dietro ogni dipendenza c'è sempre un sogno infranto, una speranza tradita, un'umanità che cerca disperatamente di fuggire da se stessa.  Un'opera che continua a urlare la sua verità, ancora oggi più che mai.