La moda del cane non ha nulla a che vedere con l'amore per gli animali.
Come tutte le mode, per molti (non per tutti, ovviamente) non nasce dal rispetto, nasce dal bisogno di appartenere, di sembrare, di esibire. Bisogna averlo, possibilmente di razza, possibilmente imponente, possibilmente fotogenico.
Poi, una volta comprato, questo cane viene celebrato, messo al centro di ogni storia sui social. Diventa un accessorio emotivo e viene usato.
L'etologo Konrad Lorenz sosteneva che il cane è l'unico animale che ha scelto l'uomo. Ha rinunciato a qualcosa di selvatico per qualcosa di relazionale. L'uomo, in cambio, gli dovrebbe dare almeno la decenza di capire cosa si è tenuti a dare. Dovrebbe perlomeno informarsi prima di prendere una razza piuttosto che un'altra e non in base all'estetica. La razza non è un'estetica, c'è tutta una storia da conoscere dietro.
Giorni fa siamo capitati in un appartamento di cinquanta metri quadri e all'interno tenevano...un Malinois!!
Che violenza. Il pastore belga è un animale costruito per il movimento, per lo spazio, per il lavoro. Secoli di selezione hanno modellato un essere che ha bisogno di correre, di fare. Tenerlo in un appartamento è una negazione sistematica della sua natura. È come tenere un falco in gabbia e convincersi di amarlo perché gli dai da mangiare ogni giorno.
Quando fai notare questo egoismo sentimentale ti rispondono piccati: "non puoi capire che significa perché tu non ne hai!".
Poi ci sono le passeggiate, i video sui social, la narrativa del padrone responsabile. Nel frattempo l'animale consuma energia nervosa nelle quattro mura, soffrono in silenzio, non protestano, sopportano. E questa sopportazione viene scambiata per adattamento.
Prima di comprare un cane a casaccio per sentirsi fighi, bisognerebbe porsi una domanda: quell'animale, in quel contesto, può esistere come ciò che è?
Chi non si pone questa domanda non ama i cani. Li possiede e sta solo colmando dei vuoti personali.