Monadi contemporanee

Le coppie saltano, saltano sempre di piu, la logica dell'usa e getta ha preso da tempo il sopravvento.

Restare oggi, con la retorica dell'autonomia a ogni costo che domina ogni discorso sull'amore, sembra quasi un errore, un residuo di sottomissione da correggere. 

Chi "resiste" vede tutti attorno a sé saltare, e comincia a sentirsi lui lo sbagliato, l'ingenuo, l'arretrato, quello che non ha ancora capito che ci si può sempre permettere di meglio.

Abbiamo generazioni educate a considerare ogni legame come revocabile in ogni istante. Si è importato nella sfera privata lo stesso paradigma che regola il mercato. Se un'opzione non soddisfa più, la si sostituisce, perché il sistema stesso rende disponibili alternative.

Si salta dentro nuove infrastrutture, app, algoritmi, piattaforme, costruite apposta per mostrare che un'alternativa esiste sempre.

La retorica dell'autonomia è la giustificazione morale di un'architettura tecnica ed economica che ha tutto l'interesse a mantenere ogni legame provvisorio, perché è dalla provvisorietà, non dalla stabilità, che si generano nuovi consumi.

Chi oggi resiste sta opponendo resistenza a un intero modello economico che ha bisogno della sua insoddisfazione per funzionare. Ecco perché è spinto a sentirsi in errore, perché è l'unica variabile del sistema che il sistema non riesce a monetizzare.

C'è poi un secondo livello, ancora più corrosivo del primo. Distruggere la famiglia e i legami stabili non produce solo consumatori più efficienti, produce individui isolati, monadi.
La famiglia, per quanto imperfetta ha sempre svolto una funzione di intermediario tra il singolo e il potere, tra il singolo e il mercato. È una sovrastruttura di protezione, una rete che assorbe gli urti che l'individuo da solo fatica a reggere.
Tolta quella rete, resta l'uomo nudo davanti al sistema. Nessuna mediazione, nessun cuscinetto, nessuna solidarietà strutturale a cui appellarsi quando la vita si incrina, una malattia, una crisi economica, una solitudine improvvisa. Il legame familiare, con la sua stabilità non negoziabile, era anche questo, un argine. Un luogo dove l'interesse del singolo non doveva sempre essere ricontrattato, dove l'appartenenza non era un servizio revocabile ma un dato di fatto.

La monade contemporanea, libera e sola, crede di essersi liberata da un vincolo, e in realtà si è privata di uno scudo. È più disponibile, più flessibile, più pronta a consumare, ma più esposta, più governabile, più sola nel momento del bisogno. 
Non è un caso che il sistema che disgrega i legami sia lo stesso che poi promette, a pagamento, sostituti di quello che ha distrutto, terapia, "community online", abbonamenti alla socialità. Ha smontato la famiglia per rivendere, a rate, i suoi pezzi.

Anestesia sociale

Sappiamo bene tutti che il potere d'acquisto in Italia è fermo da vent'anni. Eppure le spiagge sono piene, i ristoranti pure, i figli hanno l'ultimo modello di iPhone e le Nike ai piedi. Perché accade questo? Perché il ceto medio ha trovato un ottimo anestetico, le rate, i debiti perenni. Non si indebitano mica per necessità, ma per restare dentro un'immagine di sé che i redditi reali non giustificano. La vacanza, la casa grande, le scarpe firmate per il figlio. Tutto maschera la reale condizione. Mentono su un salario che non basta. 

Il debito privato ha sostituito il conflitto sociale come valvola di sfogo, solo che scarica la tensione dentro il singolo invece che nella piazza. Chi è indebitato non protesta, perché protestare significherebbe ammettere pubblicamente di aver perso, e chi vive a credito ha ancora troppo bisogno di sembrare vincente per permetterselo. Il debito, insomma, non è solo un problema economico, è proprio un dispositivo di controllo dell'opinione pubblica che funziona meglio di qualunque censura, perché lo si sceglie da sé, rata dopo rata. 

Le uniche piazze piene restano quelle arcobaleno, lì si prendono tutto un mese per protestare nudi, paventando ingiustizie inesistenti. Pensate come stanno messe le masse, taciturne su tutto, manipolate su "diritti" colorati, fomentate da tutte le grandi multinazionali. 

Il vero tabù italiano non è la sessualità, ma il bilancio familiare. Quello resta sotto la sabbia, tra rate infinite e finzioni sociali.

Paralisi

Ieri casualmente siamo capitati nell'ennesimo video di un noto personaggio. Costei affermava, in sostanza, in un breve reel sui social, che se un uomo approccia una donna dandole tante attenzioni, lei deve fuggire immediatamente. 

Qualunque comportamento maschile che non si conformi al catechismo di questi santoni che denunciano il pericolo "narcisista" è ormai un probelma. 

Sei gentile? Sicuramente stai manipolando. Dai molta attenzione? Sarà una tecnica di adescamento. Sei premuroso? È un segnale d'allarme. Siamo di fronte ad un delirio diagnostico in cui si è dichiarata guerra alla manipolazione affettiva ottenendo, come esito, il sospetto perenne, l'estinzione dell'affetto stesso. 

Vorrebbero insegnare alle donne a leggere ogni gesto come sintomo, ogni parola come strategia, ogni sguardo come premessa di un abuso. Il risultato è la paralisi. Relazioni uomo donna trasformate in un campo minato dove ogni passo è sospetto per definizione. 

L'amore come minaccia aprioristica. Complimenti, ottimo lavoro.