Vivarium è uno strano film uscito nel 2019.
Di cosa si tratta? Franz Kafka in salsa urbana.
La cittadina di Yonder in cui si ritrovano catapultati i protagonisti non ha
nulla di sinistro: villette pulite, cibo in scatola, un bambino che arriva con
le istruzioni come un elettrodomestico.
I due protagonisti passano dallo sgomento alla rassegnazione senza che nessuno
spieghi, minacci o confermi. Lo spettatore prova ciò che prova il signor K.
davanti al Processo, ovvero la certezza di essere dentro un meccanismo e
l'impossibilità di uscirne.
Il quartiere non inquieta perché nasconde qualcosa, inquieta perché non
nasconde niente.
Il protagonista scava, scava per uscire e scava la propria fossa, perché il
film sa che chi tenta la fuga dentro il sistema finisce soltanto per eseguirne
un'altra mansione.
La gabbia funziona senza serrature perché non lascia alcuna via d'uscita: la
prigionia diventa una condizione permanente, non una scelta.
La società non delimita l'esistenza coi divieti, la delimita coi modelli, e
vince quando il prigioniero non ha più nemmeno la possibilità di sottrarsi al
ruolo che gli è stato assegnato.


