Siamo nell'epoca
dell'AI e della grande tecnologia e le multinazionali che fanno? Ordinano
ai propri schiav...ehm dipendenti di tornare alla scrivania. Stellantis elimina
lo smart working. Altre multinazionali come Ubisoft e Amazon anche.
Abbiamo gli strumenti per lavorare da qualsiasi
luogo del mondo, eppure chiedono di tornare a sprecare ore in macchina o sui
mezzi, a fingere di essere occupati per otto ore consecutive, a sacrificare
momenti con i figli e tempo prezioso sull'altare della "cultura
aziendale".
Dietro queste scelte non c'è un discorso
millantato di efficienza. Si tratta di controllo. Di una mentalità industriale
volutamente controllante.
Proclamano innovazione e trasformazione digitale,
ma nel frattempo costringono la gente a modelli lavorativi degli anni '50. Otto
ore, cinque giorni, presenza fisica obbligatoria. Schiavitù.
Non è che manca è il coraggio di immaginare un
mondo del lavoro diverso. È proprio quello che non vogliono: persone con tempo
per pensare, per stare con le famiglie, per avere una vita oltre il badge
aziendale.
E i media gongolano con titoli vergognosi come
"la pacchia dello smart working".
La tecnologia va bene finché aumenta i profitti,
non quando migliora la vita delle persone.
Schiavismo in epoca digitale
Dormienti
Circa una quindicina di anni fa, prosperavano soggetti che andavano in giro a proporre corsi e corsetti "spirituali". Si vendevano come i profeti del cambiamento di coscienza in corso, raccontavano che l'umanità stava attraversando un processo di "risveglio collettivo", che sempre più persone stavano "alzando le loro frequenze", che eravamo alla vigilia di una trasformazione epocale della consapevolezza globale, una nuova era. Pullulavano libri su profezie Maya interpretate a casaccio e sui cambi di era.
Poi nel 2020 è arrivato il periodo pandemente che ha mostrato la reale situazione di sonno e inconsapevolezza delle masse. Tutti hanno ammirato questo gregge che andava a firmare fogli assumendosi la responsabilità di ciò che gli veniva iniettato, sotto ricatto. Quella gente mascherata in solitaria in qualsiasi angolo della città e persino in casa propria.
E i fenomeni che raccontavano di risveglii collettivi che fine han fatto? Sono ancora lì, a fare soldi. Li troviamo su YouTube con migliaia e migliaia di visualizzazioni e nuove idiozie a piede libero. Il loro business prospera e ovviamente nessuno gli chiede conto di nulla.
La verità è che mai come oggi le persone sono state più addormentate, più dipendenti, più manipolabili.
Il punto è che tali guru del nulla si sono infilati in una voragine. Marketing. Hanno occupato lo spazio lasciato vuoto dalle tradizioni spirituali ormai collassate su se stesse, incapaci di fornire sostegno reale e risposte alle domande esistenziali dell'uomo contemporaneo, ridotte a burocrazia, perbenismo e ipocrisia.
In questo deserto spirituale, il ciarlatano
prospera. Egli vende l'oppio perfetto per tempi disperati a persone disperate
che cercano risposte semplici a problemi complessi.
A persone che sentono il vuoto, che intuiscono che qualcosa non va, che cercano un senso ma che non trovano più nelle istituzioni religiose tradizionali nulla che parli loro davvero.
Di persone "inconsapevoli" ne abbiamo
conosciute tante in questi anni. Ma i cosiddetti "risvegliati",
quelli che hanno fatto i "corsi di risveglio", sono i più
addormentati di tutti.
Almeno gli altri non si illudono di essere "svegli".
Nel deserto lasciato dal sacro, fioriscono i
miraggi. E c'è chi corre verso l'illusione, convinto di aver trovato l'oasi.