C'è una convinzione sempre più diffusa, sdoganata anche da
una certa comunicazione pop sulla salute mentale, ovvero che dentro ognuno di
noi c'è uno spazio intoccabile, un lato oscuro che non va mostrato a nessuno.
Tienilo chiuso eh. Proteggilo! Perché chi lo vede poi scappa. Il messaggio
viene confezionato sui social come grande saggezza....non lo è, è piuttosto la
mappa perfetta per l'isolamento. Perché se il lato più "scomodo", le
paure, le contraddizioni, le zone d'ombra, diventa qualcosa da nascondere per
forza, allora ogni rapporto viene costruito su una maschera. Ma i rapporti veri
nascono proprio dal contrario. Dal momento in cui si mostra quel lato a
qualcuno e quello non scappa. Anzi, tira fuori il suo. Questo è il punto di non
ritorno di un rapporto autentico. Altro che chiudersi sempre, quella non è
protezione, ci si condanna solo a diventare monadi con rapporti di superficie.
Ecco uno dei motivi per cui gli psicologi in questo periodo
storico si stanno riempiendo le tasche. Perché a fronte di queste concezioni
ultradifensive poi la gente si rivolge agli sconosciuti, pagandoli. La
selezione è necessaria ovviamente, non si apre a chiunque. Ma la questione è
opposta a quella che viene venduta da certi fumettisti pop o dagli influencer "saggi"
ipercondivisi sui social. Non è vero che bisogna chiudere il proprio lato
oscuro al mondo. C'è da trovare piuttosto le due o tre persone a cui vale la
pena aprirlo. È l'unica vera ricchezza. Il resto è gestione delle apparenze e
spreco di denaro.

