Vivarium: Kafka urbano

Vivarium è uno strano film uscito nel 2019.

Di cosa si tratta? Franz Kafka in salsa urbana.

La cittadina di Yonder in cui si ritrovano catapultati i protagonisti non ha nulla di sinistro: villette pulite, cibo in scatola, un bambino che arriva con le istruzioni come un elettrodomestico.
I due protagonisti passano dallo sgomento alla rassegnazione senza che nessuno spieghi, minacci o confermi. Lo spettatore prova ciò che prova il signor K. davanti al Processo, ovvero la certezza di essere dentro un meccanismo e l'impossibilità di uscirne.

Il quartiere non inquieta perché nasconde qualcosa, inquieta perché non nasconde niente.
Il protagonista scava, scava per uscire e scava la propria fossa, perché il film sa che chi tenta la fuga dentro il sistema finisce soltanto per eseguirne un'altra mansione.
La gabbia funziona senza serrature perché non lascia alcuna via d'uscita: la prigionia diventa una condizione permanente, non una scelta.

La società non delimita l'esistenza coi divieti, la delimita coi modelli, e vince quando il prigioniero non ha più nemmeno la possibilità di sottrarsi al ruolo che gli è stato assegnato.

"Uomini e Troll" di Theodor Kittelsen

"Uomini e Troll - Sogni e memorie" di Theodor Kittelsen

L’autobiografia illustrata del grande illustratore norvegese Theodor Kittelsen.

Le immagini di Theodor Kittelsen – i troll confusi con le montagne, il Draug che emerge dal mare, la Morte tra i campi di soffioni – sono parte dell’iconografia più riconoscibile e radicata del black metal scandinavo.

Per la prima volta in italiano esce la sua autobiografia: Uomini e Troll. Sogni e memorie. Un volume di ricordi, prose poetiche e illustrazioni originali che ripercorre l’infanzia a Kragerø, gli anni di formazione e miseria tra Monaco e Parigi, fino al ritorno alla natura e alle leggende vive della Norvegia.

Ironico, tenero e profondamente nordico. Non solo l’artista delle copertine, ma l’uomo che sapeva vedere ciò che agli altri sfugge e che ha avuto la grazia di trasmetterlo con pennello, matita e parola.

Edizione italiana a cura di Edizioni Weltanschauung Italia.

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Invidia e libertà

 

L'invidia non nasce dal bisogno, nasce dal confronto. L'invidioso non soffre perché non ha, soffre perché tu hai, a prescindere. Ti vuole vedere crollare, lo brama nel cuore, e non lo ammetterà mai. I Greci la chiamavano phthonos, e sapevano che è la più umana delle passioni, perché non chiede nulla per sé, chiede soltanto che l'altro perda.

Ora, una passione così nota da venticinque secoli, poteva sfuggire a chi governa? Ovviamente no. Chi detiene il potere conosce l'animo umano. E sa che un popolo invidioso è un popolo perfetto.

Così è nata la vetrina universale dei social e i suoi meccanismi.

La piattaforma non vende altro, il suo prodotto è proprio questo, perché l'invidioso è un cliente fedele, torna a guardare, a controllare, a bramare.

Una gabbia che la gente riempie di contenuti, volontariamente, con orgoglio. Ogni vita esibita alimenta l'invidia di cento altri, che a loro volta si esibiscono per farsi invidiare. Un meccanismo che si nutre di se stesso e non ha bisogno di una mano che lo spinga. Chi lo ha progettato lo sa bene, e dorme tranquillo.

Il vero esame dell'anima sapete qual è?

Rallegrarsi con chi si rallegra.

Chi si rallegra del bene altrui è l'unico uomo che il sistema non sa come trattare. Non può vendergli nulla, non può dividerlo da nessuno, non puó metterlo contro il suo vicino. L'invidia è il guinzaglio; la gioia condivisa è la prima forma di libertà.

La libertà comincia dentro, e chi non la conquista lì, può sventolarla in piazza quanto vuole, resterà sempre al guinzaglio.