Lobotomia digitale

Adolescenti - creature che dovrebbero essere nel pieno della loro potenza vitale, della loro capacità di trasformare il mondo - ridotti a automi che inseguono palline colorate su uno schermo. 

Innocui svaghi? No. Qui parliamo di ore, giorni, anni dissolti in loop dopaminici progettati a tavolino da ingegneri comportamentali pagati per trasformare il cervello umano in una slot machine. Mentre i loro coetanei di cent'anni fa fondavano movimenti politici, scrivevano manifesti, questi ragazzi combattono contro livelli sempre più difficili di Candy Crush.

 Non è solo colpa loro ovviamente, bisogna allargare il campo per scovarne le responsabilità. Rimane il fatto che se gli adulti non vedono questi scenari con orrore è un problema. 

Un sedicenne che passa ore al giorno a far scoppiare bolle virtuali non sta "rilassandosi". Sta derubando se stesso degli anni in cui potrebbe costruire un'identità, sviluppare competenze reali, creare legami autentici, impegnarsi politicamente, esplorare il proprio corpo nello sport, la propria mente nella cultura. Sta accettando di essere consumato invece di consumare esperienza. 

Lobotomia digitale. Urgono contromisure.


Boomer e pregiudizi

Esiste il pregiudizio onde per cui i nostri papà, i nostri nonni, bisnonni, trisavoli e via dicendo siano, siano stati, erano e furono sempre migliori di noi disgraziati contemporanei. È indubbio che le nostre generazioni abbiano gravi problemi, ma è falso asserire che il problema siamo noi in quanto tali, mentre si ignora il mondo in cui siamo immersi, la cui alienazione è spaventosa e imparagonabile ai tempi loro, tra precarietà, individualismo, famiglie distrutte, violenza bruta, indottrinamento sociale, sovraccarico di informazioni e stimoli di ogni tipo sia nella vita reale che nel virtuale (loro mica hanno avuto i social...) e tanto altro. Loro al nostro posto non sarebbero diversi da noi e lo dimostra il fatto la marea di cosiddetti "boomer" completamente plagiati dai social, alla stregua dei ragazzini, anzi peggio perché completamente incapaci di reggere l'"urto" di simili strumenti.

Qualunque uomo di ogni epoca preso e messo nei tempi attuali non sarebbe diverso da ciò che ci circonda, in generale. Questa non deve essere una giustificazione per non "resistere", ma la verità va detta. Basta con "ai miei tempi, tuo nonno faceva questo, io quello, voi ora non siete buoni a nulla..."

Tradizionalmente si dice che i Santi degli "ultimi" tempi saranno probabilmente molto più grandi dei predecessori, a causa delle prove a cui saranno sottoposti.

                                                    DB